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HR | base7 min di letturaAggiornamento:

Scrivere un certificato di lavoro: struttura e testi

Scrivere un certificato di lavoro secondo art. 330a CO: completo o attestazione, verità, benevolenza, intermedio e approvazione nelle PMI.

Redazione KMU | base – verificato nei contenuti da una specialista HR del team fondatore con esperienza in fiduciaria e revisione

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Scrivere un certificato di lavoro significa produrre un documento che accompagna candidature per anni e porta il nome dell’azienda. La legge è breve, giurisprudenza e autorità più dettagliate. Questa guida illustra art. 330a del Codice delle obbligazioni (OR; CO in italiano), diritto al tipo di certificato, contenuto, verità/benevolenza e organizzazione interna.

Diritto secondo art. 330a CO

Secondo l’art. 330a CO, cpv. 1, il lavoratore può chiedere al datore di lavoro un certificato in qualsiasi momento. Il documento si esprime sulla natura e sulla durata del rapporto, nonché sulle prestazioni e sulla condotta. «In qualsiasi momento» significa che non occorre aspettare l’uscita dall’azienda. Il SECO precisa che il diritto si prescrive dieci anni dopo la fine del rapporto di lavoro.

Certificato completo o attestazione

Due forme:

  • Completo, cpv. 1, anche qualificato: natura, durata, prestazioni e condotta.
  • Attestazione, cpv. 2: su richiesta specifica solo natura e durata.

Sceglie la persona. DTF 129 III 177, consid. 3.2: il datore emette attestazione solo su richiesta espressa; quella contraria alla volontà può essere rifiutata. Chi richiede un certificato completo non può scegliere di far valutare soltanto le prestazioni oppure soltanto la condotta. Un certificato completo deve necessariamente esprimersi su entrambi questi aspetti del rapporto di lavoro, perché la scelta della forma completa comprende tutte e due le valutazioni. Secondo la dottrina citata nella sentenza, la scelta non esaurisce il diritto: dopo attestazione può chiedere completo e viceversa.

Intermedio e finale

Il testo di legge parla semplicemente di un «certificato». Il SECO spiega che lo stesso diritto permette di ottenere un certificato intermedio durante il rapporto oppure un certificato finale quando questo termina. Nella pratica, un intermedio è utile ad esempio quando cambia la persona superiore, in caso di riorganizzazione oppure per una candidatura interna o esterna. Di solito il certificato intermedio viene redatto al presente, ad esempio «lavora dal…». Il certificato finale usa invece il passato, ad esempio «ha lavorato dal… al…».

Struttura del completo

Contenuti SECO:

  • identità di lavoratore e datore;
  • inizio e fine;
  • funzioni/attività importanti dettagliate con durata;
  • valutazione significativa di qualità/quantità del lavoro e condotta;
  • firma valida e data, normalmente ultimo giorno del rapporto.

Dal punto di vista formale, il certificato dovrebbe essere dattiloscritto su carta di buona qualità, linguisticamente corretto e privo di cancellature. Un ordine frequente nella pratica, che non è imposto dalla legge, parte dall’intestazione aziendale e dal titolo. Seguono i dati sulla persona e sull’impiego, i compiti, la valutazione delle prestazioni e quella della condotta. Il motivo dell’uscita compare soltanto se desiderato. La formula conclusiva comprende ringraziamenti, rammarico e auguri; chiudono luogo, data e firma. Per le persone con funzione di quadro, nella pratica si aggiunge la valutazione della capacità di direzione.

Veritiero, completo e benevolo

DTF 136 III 510, consid. 4.1: favorisce il futuro professionale, quindi benevolenza, ma informa fedelmente futuri datori, quindi verità e completezza. Fatti negativi sulle prestazioni ammessi e necessari se rilevanti complessivamente. SECO analogo: non incidenti isolati o dettagli insignificanti, senza violare la verità.

Vietati secondo SECO ambiguità e codici: frasi apparentemente positive/neutre con significato negativo per iniziati. Scriva in senso letterale comprensibile a estranei. Per graduare usi descrizioni concrete, «lavora autonomamente e affidabilmente», non segnali nascosti.

Nella pratica, e non per un obbligo legale, molte imprese graduano il giudizio sulle prestazioni usando formule che esprimono diversi livelli di soddisfazione. Non esiste però una scala di voti ufficiale e uniforme. Persone diverse possono attribuire alla stessa formula significati differenti. Per questo motivo, verifichi ciascun livello sulla base delle osservazioni concrete raccolte durante il rapporto di lavoro.

Contenuti ammessi e non

SECO limita ai dati necessari per prestazioni/condotta; vietati temi senza legame diretto col rapporto. In pratica nascita e motivo uscita solo su desiderio espresso.

DTF 136 III 510, consid. 4.1: malattia da citare se ha inciso sostanzialmente su prestazioni/condotta o idoneità ai compiti ed è stata ragione oggettiva della cessazione. Caso: oltre un anno d’assenza senza ritorno prevedibile (consid. 4.4). Interruzioni lunghe, anche per malattia, da citare se rilevanti rispetto alla durata totale e omissione darebbe falsa impressione dell’esperienza. Conta il singolo caso. Malattia guarita senza incidenza valutativa non va citata. Nel dubbio chieda consiglio prima.

Contestazioni

Se la persona non è d’accordo con il contenuto, secondo DTF 129 III 177, consid. 3.3, può promuovere un’azione di rettifica davanti al tribunale competente oppure chiedere, in alternativa, un’attestazione di lavoro. Il diritto all’emissione del documento può essere fatto valere giudizialmente senza che le parti debbano essersi prima accordate sul contenuto. Una bozza motivata in modo oggettivo e discussa tempestivamente può risparmiare molte controversie.

Esempio pratico: Muster Gartenbau AG

Impresa fittizia, 22 collaboratori. Lenz, caposquadra non quadro, entrato 1 settembre 2021, disdice per lunedì 30 novembre 2026: cinque anni e tre mesi. Data del certificato ultimo giorno, come usuale SECO.

La responsabile prepara lunedì 9 novembre. Ultima valutazione confermata da entrambi, scala 1–5: 4.2 competenze tecniche, 3.6 metodo, 3.4 condotta. Arrotondati 4, 4, 3: proposte, non sostituti dell’osservazione. Il superiore conferma e integra progetti. Venerdì 20 novembre bozza alla verifica; approva il direttore, diverso dall’autrice. Il signor Lenz non ha mai interrotto il lavoro durante il rapporto. Non occorre quindi menzionare assenze nel certificato. La data di nascita e il motivo dell’uscita non vengono inseriti, perché egli non desidera che queste informazioni personali compaiano nel documento finale. Il 30 novembre riceve documento firmato PDF e carta.

Checklist

  • Tipo chiarito secondo richiesta: completo, attestazione o intermedio
  • Date e funzioni confrontate col dossier
  • Compiti concreti con durata
  • Prestazioni e condotta entrambe valutate
  • Affermazioni comprovabili, negativi rilevanti inclusi, dettagli esclusi
  • Nessun codice/ambiguità
  • Nascita e motivo solo se desiderati
  • Superiore coinvolto, seconda lettura
  • Data, luogo, firma, nessuna cancellatura
  • Copia nel dossier

La soluzione KMU | base

HR | base La accompagna lungo il percorso dalla prima bozza fino all’archiviazione del certificato. Il programma non scrive però il certificato al Suo posto. I moduli testuali che propone sono punti di partenza: deve verificarli personalmente e completarli con osservazioni concrete sul lavoro della persona e sulle attività che ha effettivamente svolto.

1. Aprire. Personale › Collaboratori › persona › Certificato di lavoro, visibile con diritto di gestione. Scelga intermedio, certificato di lavoro finale o attestazione. Nome, date, funzione e compiti del mansionario precompilati. Lingue DE/FR/IT/EN.

2. Voti e moduli. Dall’ultima valutazione confermata da entrambi; altrimenti avviso. Per competenza, metodo, condotta e direzione dei quadri, livello 1–5 e testo svizzero modificabile. Scala HR | base, non ufficiale. Testi letterali senza codici. Suggerimento legale e link SECO nel modulo; nascita/motivo solo su richiesta espressa.

3. Superiore. «Richiesta di certificato al superiore» avvia valutazione d’uscita nel portale team, senza e-mail. Servono gestione valutazioni e modello. Checklist aggiunge richiesta bozza al superiore ed emissione certificato/attestazione, art. 330a CO.

4. Bozza, verifica, approvazione. È possibile salvare il certificato anche quando non è ancora completo. I campi obbligatori devono essere compilati soltanto quando si sceglie l’azione «Sottoporre a verifica», per passare dalla bozza alla verifica. Anteprima finale PDF marcata «Bozza». Quattro occhi: approva persona diversa dall’ultima modificatrice, «Contenuto verificato – approvare»; regola disattivabile. Ogni revisione conserva versione, stato e momento.

5. Export e archivio. Approvati scaricabili PDF/Word, versione archiviata nei documenti personali. Finale/attestazione completano il punto della checklist uscita sull’emissione art. 330a CO.

Veda Periodo protetto e Termine di disdetta. Provi la demo o apra un conto di prova. Condizioni in Prezzi. Domande: pagina Contatti.

Fonti

  • CO (RS 220), art. 330a, stato 1 ottobre 2026: Fedlex, consultato il 26.10.2026.
  • SECO, FAQ certificato, diritto, contenuto e requisiti, orientamento non vincolante: in tedesco, consultato il 26.10.2026.
  • Tribunale federale, DTF 129 III 177, estratto I Corte civile, consid. 3: in tedesco, consultato il 26.10.2026.
  • Tribunale federale, DTF 136 III 510, estratto I Corte di diritto civile, consid. 4: in tedesco, consultato il 26.10.2026.

Questa guida non sostituisce una consulenza legale o fiscale. Stato: 26 ottobre 2026.

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